Ci sono storie che iniziano con un sorriso, una complicità improvvisa, una notte d’estate. E poi ci sono quelle che, quasi senza accorgersene, cominciano a fare domande.
È proprio da una di queste domande che nasce “Dubbi”, il nuovo brano di Nico Sordelli, cantautore milanese classe 2004, disponibile dal 27 luglio in radio e sulle piattaforme digitali.

Una cassa in quattro, il profumo dell’estate e quella leggerezza che sembra fatta apposta per accompagnare le serate più calde. Ma sotto la superficie fresca e contemporanea del brano si nasconde qualcosa di più fragile: il momento esatto in cui due persone scoprono di non desiderare la stessa cosa.
C’è attrazione, c’è intesa, ci sono momenti che sembrano perfetti. Eppure, quando entra in gioco il cuore, le direzioni possono cambiare. Lui vorrebbe trasformare quel sentimento in qualcosa di più, lei preferisce vivere il presente, senza promesse e senza legami.
E così arrivano i “Dubbi”. Quelli che nascono quando la leggerezza comincia a pesare, quando un gioco diventa sentimento e quando una semplice domanda può mettere tutto in discussione: meglio ascoltare il cuore o proteggersi dalla paura di legarsi?
Anche le parole diventano parte di questo gioco di equilibri. Tra i versi più rappresentativi c’è “non chiedi rose ma un rosé”, immagine ironica e al tempo stesso malinconica, che racconta perfettamente il desiderio di vivere qualcosa di spensierato, senza trasformarlo necessariamente in una storia importante.
«Volevo raccontare una storia leggera, ma in cui chiunque potesse ritrovarsi. Il verso “non chiedi rose ma un rosé” rappresenta proprio il desiderio di vivere qualcosa di spensierato: niente storie troppo serie, ma un momento leggero e frizzante. Il problema nasce quando una delle due persone coinvolte inizia a desiderare qualcosa di più. A quel punto, resta solo una domanda: chi avrà la meglio, il cuore o la voglia di non legarsi?»
Con “Dubbi”, Nico Sordelli apre anche un nuovo capitolo del proprio percorso musicale.

Nato a Milano nel 2004, Nico si avvicina alla musica fin da bambino. A sette anni inizia a studiare pianoforte, a undici arriva la chitarra e, qualche anno più tardi, anche basso e batteria. Una formazione musicale che racconta già qualcosa della sua curiosità e della voglia di esplorare suoni diversi.
Le sue influenze attraversano il pop-rock italiano e internazionale: da Nek a Ed Sheeran, passando per Maroon 5, Shawn Mendes e Big Time Rush. Ma è soprattutto nelle sue canzoni che Nico cerca uno spazio personale, fatto di emozioni quotidiane, esperienze e pensieri che possono diventare musica.
“Dubbi” arriva così, con la leggerezza di una canzone estiva ma con una domanda che resta sospesa nell’aria. Perché forse, alla fine, i dubbi fanno parte di ogni sentimento vero. Sono quella piccola crepa attraverso cui entra la luce, ma anche il punto in cui possiamo perderci.
E mentre la musica scorre, resta una domanda: quando il cuore comincia a volere qualcosa che la ragione non aveva previsto, da che parte scegliamo di stare?
Le 5 domande per Nico
- “Dubbi” racconta il momento in cui una relazione leggera comincia a diventare qualcosa di più per una delle due persone. Ti è mai capitato di vivere una situazione in cui cuore e ragione sembravano andare in due direzioni diverse?
Si assolutamente, e sono sicuro che sia capitato a chiunque di noi, credo che non sia mai facile gestirle e non sempre si fa la cosa giusta, è facilissimo commettere errori, anche se non vengono fatti con cattiveria.
- Nel brano c’è un equilibrio particolare tra leggerezza e malinconia. Quanto è importante per te riuscire a raccontare emozioni profonde senza necessariamente renderle pesanti?
Fa parte del lavoro di un bravo artista, poter raccontare qualsiasi cosa scegliendo l’atmosfera generale a piacimento, una storia triste su una base allegra? O una storia più leggera ma su una base molto profonda? Sta tutto nel gusto personale e nella capacità di adattare i testi alla musica
- “Non chiedi rose ma un rosé” è una frase molto visiva e quasi cinematografica. Quando scrivi, parti più spesso da una storia, da un’emozione oppure da una frase che improvvisamente ti accende qualcosa dentro?
Tendenzialmente sono le emozioni che guidano la penna, in base a quello capisco di cosa scrivere, se sono arrabbiato, triste, felice o pensieroso, in base al turbine di emozioni che vivo capisco cosa scrivere e in che modo farlo, alla fine è come tappare col pollice la canna dell’acqua con l’acqua in pressione, in base a come sposti il pollice il getto cambia forma, direzione e intensità
- “Dubbi” segna l’inizio di un nuovo percorso musicale. Se dovessi descrivere con tre parole il Nico Sordelli che oggi entra in questo nuovo capitolo, quali sceglieresti?
Sicuramente dubbioso, perché per quanto mi piacerebbe, non posso sapere cosa mi riserverà il futuro, ovviamente sono molto speranzoso che tutto vada per il verso giusto, e concluderei col dire che sono gasato a prescindere da ciò che succederà, sarà un viaggio bellissimo, ne sono sicuro!
- E infine, lasciamo proprio a te l’ultima parola: se potessi rivolgere una domanda al Nico che ha scritto “Dubbi”, quale sarebbe? E soprattutto, pensi che oggi saprebbe finalmente darsi una risposta?
Credo che sia ancora troppo presto per rivolgere una domanda al me del passato, sono passati solo 4 mesi da quando ho scritto dubbi quindi non ho domande particolari, forse forse mi chiederei perché non ho provato prima a scrivere un pezzo con la cassa in 4/4, alla fine si è rivelata una vittoria!


