Prenotare l’hotel? Il telefono batte le piattaforme

Scopri perché affidarsi a Booking o Expedia può costarti molto di più del previsto. Lo spiega bene Altroconsumo

Sembra ormai un riflesso automatico: si apre Booking, si inseriscono le date, si scorre tra le offerte e si prenota in pochi minuti. Comodo, veloce, apparentemente conveniente. Ma un’indagine condotta su 90 alberghi in 10 città italiane — tra cui Roma, Firenze, Milano, Venezia e Taormina — rivela qualcosa di sorprendente: in ben 74 casi su 90, ovvero nell’82% delle situazioni analizzate, prenotare direttamente con l’hotel è risultato più economico rispetto alle piattaforme online. E la differenza, in alcuni casi, è tutt’altro che trascurabile.

A Firenze è stato registrato lo scarto più elevato: 1.746 euro in meno per lo stesso soggiorno semplicemente evitando il portale e contattando la struttura. A Roma il risparmio ha raggiunto i 1.025 euro, a Milano i 1.014, a Sanremo gli 858. Perfino a Vieste, dove il divario era minimo, la differenza ammontava comunque a 226 euro. Cifre che fanno riflettere, soprattutto se si considera che si tratta della medesima camera, nelle medesime date.

Il metodo più conveniente si è rivelato la telefonata diretta all’hotel. Tra i 53 casi in cui è stato possibile ottenere un preventivo telefonico, ben 32 volte il prezzo comunicato era inferiore persino a quello pubblicato sul sito ufficiale della struttura. Solo in 6 casi il telefono ha reso il preventivo più caro. A Roma, lo scostamento massimo tra prezzo telefonico e prezzo online ha sfiorato i 700 euro. Insomma, una chiamata può valere quanto un weekend.

Le piattaforme, però, non sono inutili. Anzi, restano strumenti preziosi nella fase esplorativa: consentono di confrontare decine di strutture in pochi secondi, di filtrare per servizi, leggere recensioni, verificare la vicinanza a trasporti e attrazioni. Offrono inoltre programmi fedeltà, promozioni periodiche e, spesso, condizioni di cancellazione più flessibili rispetto a quelle praticate dagli hotel in autonomia. Sul piano della trasparenza, poi, i portali si comportano meglio dei siti alberghieri: il prezzo totale è quasi sempre visibile dalla prima schermata, insieme alle condizioni di rimborso e alla presenza o meno della colazione. Tra le piattaforme analizzate, Booking risulta la più chiara nell’indicare i criteri di posizionamento delle strutture, mentre Trivago mostra queste informazioni in modo meno evidente.

I siti degli hotel, al contrario, presentano spesso informazioni frammentate: il prezzo finale compare solo dopo più clic, le condizioni di cancellazione non sono sempre immediate e talvolta viene messo in evidenza un prezzo scontato senza specificare che si tratta di una tariffa non rimborsabile. Serve attenzione e pazienza per orientarsi.

Vale la pena ricordare che l’Antitrust italiana ha aperto un’istruttoria nei confronti di Booking per valutare se il posizionamento delle strutture nella piattaforma risponda davvero a criteri di qualità e convenienza, o sia condizionato da logiche commerciali interne. Una trasparenza formale, insomma, non è sempre garanzia di neutralità.

La strategia migliore, alla luce di tutto questo, è ibrida: usare le piattaforme per esplorare, confrontare e identificare la struttura più adatta, poi contattare direttamente l’hotel — meglio se telefonicamente — per ottenere il prezzo reale. Scegliere date flessibili, prenotare con anticipo nei periodi di alta domanda e confrontare più canali prima di confermare sono accorgimenti che possono tradursi in risparmi concreti.

Info: https://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/viaggi-tempo-libero/news/prenotazioni-hotel-booking