L’esperienza professionale non è solo un fattore anagrafico: è una leva economica misurabile, questo è ciò che emerge dalle ultime ricerche sul settore. In un’epoca in cui la tecnologia accelera i processi, il vantaggio competitivo torna a risiedere in ciò che la tecnologia non può replicare: l’intelligenza dell’esperienza.
La fascia di età 50+, nonostante rappresenti circa il 24% della popolazione mondiale, genera una parte consistente del PIL globale, nel 2020 era pari al 34% corrispondente a circa 45 trilioni di dollari. Entro il 2050 questa quota è destinata a salire raggiungendo circa 118 trilioni. Numeri che indicano una trasformazione strutturale dell’economia globale.
Secondo McKinsey*, tra il 40% e il 46% del valore del capitale umano di un’azienda deriva direttamente dall’esperienza accumulata nel tempo. Un dato che ridefinisce il dibattito su innovazione e competitività.
Il contributo dei senior in azienda non è solo qualitativo ma anche strategico. OCSE e Harvard Business Review evidenziano che le aziende in cui generazioni diverse collaborano sono il 70% più propense ad aumentare la quota di mercato e il 45% più propense ad aggredire nuovi mercati.
In questo contesto economico fragile e in grande trasformazione, anche nell’ambito delle risorse umane, si distingue l’attività di 50yet, piattaforma dedicata alla selezione e inserimento di executive senior nei settori fashion, luxury, beauty, sport e lifestyle. La start-up ha registrato un customer success rate superiore al 98%, chiudendo l’esercizio con EBIT positivo e una crescita 100% bootstrapped, senza capitali esterni, interamente trainata dalla domanda reale.
50yet ha realizzato un modello controcorrente e alternativo che valorizza l’esperienza come asset produttivo immediatamente accessibile; il suo presupposto originale è semplice quanto radicale: l’esperienza senior non è un costo, ma una valuta economica.
Info: https://50yet.com/


