Non solo cinema: CINEMOI accende Napoli

C’è stato un momento, ieri a Napoli, in cui le luci si sono abbassate senza bisogno di un sipario. Non era una proiezione, eppure sembrava cinema puro. Era la nascita di una visione.

Il 27 marzo, negli spazi raccolti e vibranti della Casa Cinema Napoli, è stata presentata CINEMOI Volti, storie e voci dal grande schermo, una nuova rivista semestrale che non si limita a raccontare il cinema, ma ambisce a viverlo, attraversarlo, restituirlo nella sua forma più autentica e necessaria.

Non una semplice pubblicazione, ma un atto d’amore. Un progetto nato dall’intuizione e dalla determinazione di tre donne Michela Mancusi, Antonella Mancusi e Annamaria Gallo unite da una stessa urgenza: difendere il cinema come spazio di libertà, come linguaggio vivo, come lente attraverso cui leggere il presente.

Fin dalle prime parole, moderate dal giornalista e scrittore Gianni Valentino, si è respirata un’atmosfera diversa, quasi sospesa. Non la celebrazione di un prodotto editoriale, ma la condivisione di una responsabilità culturale. Perché CINEMOI nasce controcorrente, lontana dalla velocità dei contenuti consumati e dimenticati, per restituire peso e profondità alla critica, al pensiero, allo sguardo.

Le voci che si sono alternate docenti, critici, registi, artisti hanno composto un mosaico ricco e stratificato, capace di raccontare un cinema che non si piega alle semplificazioni. Tra gli interventi più attesi, quelli dei registi Leonardo Di Costanzo e Vincenzo Marra, e la presenza intensa dell’attrice Miriam Candurro, che hanno dato corpo e voce a un’idea di cinema profondamente radicata nella realtà.

E poi le parole. Quelle che restano.

«Custodire il territorio fragile e fertile dell’arte è l’origine di questo progetto», ha dichiarato Michela Mancusi. Una frase che racchiude il senso più profondo di CINEMOI: non inseguire il consenso, ma creare uno spazio dove il pensiero possa respirare. Dove il cinema torni a essere un esercizio di libertà.

Anche Annamaria Gallo ha ribadito con forza questa direzione: fare della rivista un luogo in cui la lentezza diventa valore, e la critica recupera il suo ruolo essenziale, quello di interrogare il presente, senza compromessi.

Il primo numero, uscito a dicembre 2025, è già una dichiarazione d’intenti. In copertina, lo sguardo magnetico di Toni Servillo, immortalato dagli scatti di Gianni Fiorito. All’interno, un viaggio tra le eredità dei grandi maestri come Pier Paolo Pasolini, Luchino Visconti e Vittorio De Sica, accanto alle visioni contemporanee di Paolo Sorrentino e altri protagonisti del nostro tempo. Senza dimenticare lo sguardo pionieristico di figure come Maya Deren ed Elvira Notari.

CINEMOI è anche materia, oggetto, presenza: 94 pagine pensate per essere sfogliate lentamente, custodite, collezionate. Una tiratura selezionata, una distribuzione mirata nei festival, nelle sale d’essai, nei cineclub e in librerie scelte. Un gesto quasi rivoluzionario, oggi.

E forse è proprio questo il punto.

In un tempo che corre, CINEMOI sceglie di fermarsi. Di guardare davvero. Di ascoltare. Di restituire al cinema il suo spazio più umano: quello in cui emozione e pensiero si incontrano, senza filtri.

Ieri a Napoli non è stata solo una presentazione.

È stato l’inizio di un racconto.

E, come ogni grande storia, ha già trovato il suo pubblico: chi crede ancora che il cinema non sia solo da vedere, ma da vivere.