C’è un filo sottile che lega lo studio della tradizione classica alle sperimentazioni elettroniche degli anni Settanta e Ottanta. È il percorso che gli Ultrasoniq hanno deciso di intraprendere, forti di oltre trent’anni di esperienza musicale e di una consapevolezza artistica maturata attraverso decenni di ascolti, ricerche e pratiche strumentali. Il core – Alessandro Bovero, compositore, alle tastiere, mix e mastering, Ugo Giannese agli arrangiamenti – si avvale di numerose collaborazioni, tra le quali Alex Negro alla voce e Luca Gotti alla chitarra e al basso, ma vanta altre collaborazioni eterogenee e di alto respiro per le proprie produzioni. Ultrasoniq si presenta oggi con un progetto che guarda al passato per proiettarsi nel futuro, recuperando quello spirito originario della musica elettronica in cui melodia e ricerca sonora convivevano in modo del tutto naturale.
“Il nostro progetto nasce da oltre trent’anni di musica e di consapevolezza artistica, a partire dallo studio della tradizione classica fino alle sperimentazioni elettroniche degli anni Settanta e Ottanta, dai Kraftwerk ai Depeche Mode”, dicono gli Ultrasoniq. “Nel nostro nuovo singolo fondiamo atmosfere elettroniche e melodiche con una struttura solida e contemporanea. Abbiamo cercato un suono aperto e arioso, con grande attenzione all’emotività delle linee melodiche, capace di funzionare sia nell’ascolto attento sia in contesti dance e radiofonici. L’idea è quella di recuperare lo spirito dei periodi d’oro della musica elettronica, quando melodia e ricerca sonora convivevano in modo naturale, e reinterpretarlo in una forma attuale”.
Il brano si presenta in due versioni, la ’80s Massive Mix e la Extended Dance Mix, entrambe pensate per restituire sfaccettature diverse di una stessa visione artistica. La prima è un brano elettronico ad alta energia che combina elementi di synth-pop e house, guidato da un basso marcato e sincopato e accompagnato da un ritmo costante in quattro quarti. “I sintetizzatori sincopati e i pad aperti creano un’atmosfera vivace, mentre effetti sintetici crescenti conducono a un potente drop. La seconda versione si muove su coordinate pop-dance, con un arrangiamento che vede accenni ritmici di chitarra elettrica, una linea di synth-basso marcatamente presente e una batteria acustica decisa. Il cantato, limpido ed energico, si arricchisce di armonie sovrapposte ascendenti nel finale del ritornello, mentre la struttura segue uno schema standard di versi, ritornello e ponte, costruendo tensione con sfumature di sintetizzatore filtrato e fill di batteria prima di esplodere in un ritornello ampio e… antemico”.
Le influenze derivano dall’elettronica melodica e dalla dance degli anni Ottanta e Novanta, ma riflettono in una chiave attuale. “Piuttosto che riferimenti diretti a singoli artisti, l’ispirazione nasce da un immaginario sonoro condiviso: un bagaglio storico fatto di melodia, groove e forte impatto emotivo, che oggi sentiamo il bisogno di rimettere al centro. ‘Fly’ racconta uno slancio interiore: il desiderio di superare una condizione statica, di andare oltre. Parla di cambiamento ed energia positiva, senza essere didascalico. Musicalmente è un ritorno a un’elettronica che non dimentica la melodia, perché ciò che davvero non passerà mai di moda è l’emozione che una melodia riesce a smuovere nell’anima”.
Una dichiarazione d’intenti che suona quasi come un manifesto programmatico in un’epoca in cui la musica sembra spesso ridursi a prodotto usa e getta. Gli Ultrasoniq rivendicano invece una dimensione più profonda e duratura, dove la cura della melodia diventa veicolo privilegiato per raggiungere l’ascoltatore. “Questo singolo rappresenta il primo capitolo di un percorso più ampio. Proseguiremo con nuove uscite caratterizzate da una forte identità melodica e da un dialogo costante tra atmosfera, ritmo e coinvolgimento emotivo. L’obiettivo non è seguire le tendenze, ma proporre una musica sincera, pensata per essere ascoltata davvero: libera da logiche effimere, e capace di mantenere nel tempo il proprio valore”.


