L’appuntamento del 7 marzo fonde installazioni, cucina e sound ipnotico in una notte senza confini di genere.
Il MUTA di Cardito si prepara ad accogliere una nuova edizione di Chloe’s Love, progetto firmato da Tommy Napolitano che il 7 marzo trasformerà lo spazio in un laboratorio di percezioni. La serata prende le mosse da un’intuizione personale e dolorosa – la scomparsa della nipote Chloe – per approdare a un messaggio universale di rinascita, tradotto in un format che mescola arte visiva, performance dal vivo e club culture. Accanto a Napolitano, in veste di co-founder, ci sarà Helena Prestes, volto noto della televisione e della moda, che ha scelto di sostenere l’iniziativa insieme ad altre figure femminili del panorama artistico come Indira Paganotto. Il risultato è una macchina complessa, pensata per coinvolgere il pubblico su più livelli sensoriali senza soluzione di continuità.

Il viaggio comincia alle 20 con l’apertura del percorso espositivo: opere plastiche e digitali dialogano con un allestimento olfattivo curato da Mantra Creazione, dove gli incensi diventano strumento di orientamento emotivo. È la fase più intima della serata, quella in cui l’arte si fa racconto e il visitatore è chiamato a immergersi in un’atmosfera rarefatta. Con l’avvicinarsi della cena, la temperatura emotiva sale: Luigi Gargano al pianoforte intreccia le sue note ai corpi di Giulia Pelagatti e Rodolfo Gentilini, ballerini guidati dalla coreografa Federica Posca. Il dinner show, in programma fino a mezzanotte, gioca sul contrasto tra l’eleganza del tasto e la fisicità della danza, preparando il terreno per il cambio di passo successivo.
A mezzanotte scatta l’ora della club experience. Il MUTA cambia pelle e la regia passa in consolle a Fedele, dj capace di costruire architetture sonore ipnotiche e profonde. Con lui, a completare il quadro musicale, ci saranno Dave e Antonio Fusco, mentre Michele Pesce firmerà le installazioni visuali. Il suono diventa il filo conduttore di una notte che punta a creare connessione, a trasformare la memoria in energia collettiva. Non c’è separazione tra i momenti della serata: tutto scorre in un continuum dove la cena, l’arte e il ballo diventano tappe di uno stesso percorso iniziatico. L’ambizione è quella di restituire al pubblico un frammento di eternità, utilizzando la notte come spazio di libertà e trasformazione. Il MUTA si conferma così avamposto di una nuova idea di intrattenimento, capace di ibridare i linguaggi e abbattere le barriere tra i generi.


