Milano torna al centro del dibattito politico con il Congresso regionale di Noi Moderati Lombardia, andato in scena sabato 18 aprile presso il Milano Marriott Hotel, in una giornata che ha condensato ambizioni, equilibri e prospettive del centrodestra lombardo; sin dalle prime ore del mattino, con accrediti e apertura dei lavori, l’evento ha mostrato la volontà di consolidare una linea politica capace di coniugare radicamento territoriale e visione strategica, alla presenza di figure istituzionali di primo piano come Ignazio La Russa e Attilio Fontana, la cui partecipazione ha conferito un peso simbolico e operativo al confronto; l’intervento introduttivo di Mariastella Gelmini ha tracciato una cornice politica chiara, insistendo sulla necessità di un centrodestra capace di dialogare con le trasformazioni economiche e sociali della città, evitando derive autoreferenziali e rilanciando una proposta concreta sui temi più sensibili per cittadini e imprese; i panel tematici hanno scandito il ritmo della giornata, alternando riflessioni sul ruolo della coalizione a focus operativi su Milano, con particolare attenzione alle dinamiche urbane e alle criticità emergenti, mentre il confronto “Milano, una città al lavoro” ha messo in luce le tensioni tra sviluppo e sostenibilità, tra crescita economica e qualità della vita, restituendo l’immagine di una metropoli in continua ridefinizione; la presentazione di un sondaggio ha aggiunto un livello di analisi più immediato, offrendo uno spaccato delle percezioni dell’elettorato e delle priorità percepite, mentre i focus su casa, impresa e comunità hanno evidenziato la necessità di politiche integrate, capaci di rispondere a bisogni concreti senza cedere a semplificazioni; nel pomeriggio, il Congresso regionale ha assunto una dimensione più interna e organizzativa, con interventi di dirigenti e amministratori orientati a ridefinire assetti e strategie, fino al momento cruciale dell’elezione del coordinamento regionale, passaggio che ha sancito non solo una continuità ma anche la volontà di rafforzare la presenza sul territorio; le conclusioni affidate a Maurizio Lupi hanno chiuso il cerchio con un richiamo alla responsabilità politica e alla costruzione di una proposta credibile, capace di intercettare le trasformazioni in atto senza perdere identità; nel complesso, il congresso si è configurato come un laboratorio politico più che come una semplice vetrina, un luogo in cui il centrodestra lombardo ha provato a interrogarsi sul proprio ruolo in una città complessa come Milano, tra esigenze di governo e necessità di rinnovamento, lasciando emergere tanto le ambizioni quanto le contraddizioni di una coalizione chiamata a misurarsi con sfide sempre più articolate.
Presidente del Senato della Repubblica italiana, Ignazio La Russa dice: “Una forza politica, quella di Noi Moderati, voluta da Colucci, da Lupi, da tutti noi. E allora anch’io mi sono posto il problema: venire qui a fare il solito discorso istituzionale, con i saluti del Presidente del Senato e qualche parola di circostanza? No. Io penso che noi dobbiamo concorrere a costruire le risposte che Milano merita, come dite voi”.
L’onorevole Lupi, presidente di Noi Moderati, probabile (si dice) che si candiderà a sindaco di Milano. “Un primo bilancio di questa prima parte della giornata del cogresso? Possiamo considerarla estremamente positiva: una giornata davvero ricca di spunti e di indicazioni su come lavorare al meglio nei prossimi giorni, così da posizionarci nel modo più efficace, in ambito istituzionale, nella realtà milanese”.

Alessandro Colucci sulle priorità per Milano? “A Milano c’è molto lavoro da fare. Serve un progetto fondato su solidarietà, sicurezza e formazione: solo la politica può riuscire a collegare la parte più fragile della città con quella più ricca”. È questa la linea indicata da Alessandro Colucci di Noi Moderati, che guarda alle prossime sfide amministrative con un approccio pragmatico. Alla domanda su cosa distingua Noi Moderati dal resto del centrodestra, Colucci sottolinea: “Abbiamo quattro sensibilità diverse: ciascuno porta avanti le proprie battaglie identitarie, ma la forza del centrodestra è sempre stata la capacità di fare sintesi. Ho citato questa mattina l’esempio del decreto flussi: un tema come l’immigrazione può sembrare divisivo, ma non lo è stato, perché siamo riusciti a lavorare insieme. Si parte da posizioni diverse per arrivare a un punto condiviso”. La giornata è stata caratterizzata da incontri e confronti, in particolare con il mondo imprenditoriale. Tra gli interventi più apprezzati, quello del presidente del Senato Ignazio La Russa e del presidente Maurizio Lupi, che ha tracciato un’analisi della situazione politica, indicando anche le possibili strategie per sottrarre l’amministrazione milanese alla sinistra. Apprezzati anche gli interventi di Alessandro Colucci, definiti “molto significativi», e di Mariastella Gelmini, lodata per la «straordinaria lucidità”. Presente anche Martina Sassoli. Un nuovo ospedale nella Martesana? “Tra i temi emersi, anche il progetto per un nuovo ospedale nella Martesana. «Il 13 gennaio è stato approvato il mio studio di fattibilità, che coinvolge 28 comuni”. Il progetto, sviluppato con il Politecnico di Milano, nasce da un’iniziativa avviata negli anni scorsi. Dopo le esperienze di Melzo e Cernusco, dove potrebbero sorgere strutture come RSA, si punta ora alla realizzazione di un nuovo presidio sanitario. L’area individuata è quella della Gorgonzola. Moderata, liberale ed europeista. Già Ministro per il Sud e per Pari Opportunità. Segretario di Noi Moderati, Mara Carfagna dice: “L’ossatura di un partito vero e proprio l’abbiamo costruita — e lo diciamo spesso — nelle riunioni che teniamo di tanto in tanto, nelle tornate elettorali. L’abbiamo fatto a mani nude, senza incarichi di governo, senza ruoli di responsabilità, senza grandi spazi di visibilità mediatica, contando soltanto su noi stessi: sulla nostra coerenza, sulla nostra forza, sul nostro entusiasmo. Credo che questo sia qualcosa che dobbiamo riconoscerci. Possiamo dirlo senza timore di scivolare nell’autoesaltazione o di rinunciare all’autocritica: abbiamo compiuto un piccolo, grande miracolo politico. Se oggi il centrodestra può davvero contare su quattro proposte politiche, su quattro partiti, è anche perché noi moderati siamo diventati un partito vero e proprio”.


