Claudio Cicolin pubblica “Della chitarra e del mistero”: cinque racconti tra musica, ossessioni e lati oscuri dell’animo umano

Dal 1° maggio è disponibile in libreria e negli store online Della chitarra e del mistero, il nuovo libro di Claudio Cicolin, pubblicato da Dantone Edizioni. Un’opera che segna un passaggio importante nel percorso dell’autore: per la prima volta, infatti, Cicolin mette temporaneamente da parte la dimensione didattica che lo ha reso uno dei volti più seguiti del web nel mondo della chitarra, per addentrarsi in una scrittura più intima, sospesa e profondamente evocativa.

Chi conosce Claudio Cicolin sa quanto il suo nome sia legato alla divulgazione musicale. Chitarrista, insegnante e content creator, nel corso degli anni ha costruito una comunità ampia e appassionata, diventando un riferimento per migliaia di musicisti. Dal canale YouTube, oggi tra i più seguiti in Italia nel settore, al portale Lezioni-Chitarra.it, il suo lavoro ha accompagnato la crescita di intere generazioni di appassionati.

Ma con Della chitarra e del mistero la prospettiva cambia. La musica resta, ma non è più il centro della scena. Diventa piuttosto una presenza silenziosa, un’ombra che attraversa le pagine e unisce i cinque racconti che compongono il volume.

Qui la chitarra non è soltanto uno strumento. È memoria, inquietudine, desiderio, riflesso di ciò che spesso resta nascosto. Diventa il filo rosso che lega destini, visioni e ossessioni, trasformandosi in un catalizzatore emotivo capace di riportare in superficie le zone più fragili e profonde dei personaggi.

Le storie si muovono in un territorio sospeso tra realtà e immaginazione. Il mistero non esplode mai in modo fragoroso: si insinua lentamente nei pensieri, nelle manie, nelle tensioni interiori. È proprio in questa dimensione sottile che Claudio Cicolin costruisce la forza del libro. Ogni racconto apre una piccola crepa nell’ordinario e accompagna il lettore dentro quegli spazi dove le paure, le ossessioni e i desideri diventano improvvisamente più nitidi.

Nella scrittura si percepiscono suggestioni che vanno da Edgar Allan Poe a Italo Calvino, passando per mondi musicali, letterari e cinematografici che dialogano tra loro: dai The Smiths a David Gilmour, da Haruki Murakami a Dylan Dog, fino a Stanley KubrickGeorge Orwell e Robert Johnson. Un universo culturale ricco, che non appesantisce la narrazione ma la attraversa con discrezione, lasciando affiorare atmosfere dense e immagini che restano.

Cicolin, nato nel 1975, ha alle spalle una lunga esperienza artistica. Dopo gli studi al CPM di Milano, con la band Dilaila conquista nel 2001 il Trofeo Roxy Bar, storico concorso ideato da Red Ronnie, e porta avanti una significativa attività live in tutta Italia, condividendo il palco anche con Edoardo BennatoElisa e Nomadi. Nel 2012 apre il suo progetto su YouTube, superando negli anni i 280 mila iscritti e oltre mille video pubblicati. Un percorso che oggi trova una nuova forma espressiva.

Con Della chitarra e del mistero, Claudio Cicolin compie un passo diverso e forse ancora più personale. Perché questo libro parla di musica soltanto in apparenza. In realtà parla di noi: del modo in cui cerchiamo significato nelle cose, di come proiettiamo le nostre inquietudini sugli oggetti che amiamo, di quanto spesso sia proprio l’arte a diventare lo specchio più fedele della nostra parte nascosta.

Un libro che non cerca risposte definitive, ma lascia domande, immagini e una sottile vibrazione interiore. Proprio come una corda che continua a risuonare anche quando la mano si è già fermata.

5 domande per Claudio Cicolin

1. Dopo anni dedicati alla divulgazione musicale, cosa ti ha spinto a raccontarti attraverso la narrativa?

Ho sempre avuto un mio lato artistico, già a partire dalla scrittura dei brani per la mia ex band Dilaila. Forse, cronologicamente, arriva prima quello della vocazione didattica, quindi per me si tratta di qualcosa di estremamente naturale. Trovo che questo progetto si ponga poi come naturale continuazione e sviluppo dell’attività divulgativa degli ultimi anni, laddove spesso ho cercato di allargare il punto di vista, affiancando alla componente strettamente didattica, una culturale in senso più ampio e libero. Qui ci ho solo messo un po’ di fantasia in più.

2. In Della chitarra e del mistero la chitarra diventa quasi un personaggio. Che significato simbolico ha per te in questo libro?

Sono d’accordo, è una presenza ingombrante! Scherzi a parte, quando ho iniziato a scrivere il primo racconto, trovavo la storia interessante, ma mi sembrava mancasse sempre qualcosa. Avevo bisogno di un elemento più personale, che imprimesse un marchio davvero mio. E mentre cercavo, mi sono a un certo punto reso conto che quel qualcosa era lì che mi guardava, in un angolo della stanza, appoggiato su un treppiede.

3. Nei tuoi racconti il mistero sembra nascere più dai pensieri che dagli eventi. È lì che, secondo te, si nasconde la parte più profonda dell’essere umano?

Beh sì, assolutamente. Mi ritengo una persona piuttosto cerebrale e questa caratteristica si ritrova anche nei personaggi del libro. Il mistero, nei racconti, finisce sempre per relazionarsi con l’essenza stessa dei protagonisti, a volte andandoci in conflitto, altre toccandola tangenzialmente, altre ancora permettendone la piena realizzazione. Sempre comunque operando un cambiamento, in profondità.

4. Quanto delle tue esperienze personali, artistiche e umane è entrato in queste pagine?

Probabilmente più di quanto desiderassi o mi renda conto. Non è partito neanche lontanamente come un progetto autobiografico, nemmeno in parte. Ma riguardando a posteriori, le dinamiche che si vengono a creare mi risultano in effetti tutt’altro che estranee. Bisogna dire che alcuni sentimenti e temi narrati sono davvero tra i più comuni, come ad esempio quelli del desiderio o della libertà. Solo che qui finiscono spesso portati all’estremo, cosa che nella vita reale non sempre succede.

5. Che cosa ti auguri resti nel lettore dopo aver chiuso l’ultima pagina?

In estrema sintesi: curiosità. In ogni racconto c’è un mistero principale, che viene poi sostanzialmente svelato entro la fine. Ma mi sono divertito a lasciare qua e là suggerimenti, tracce, questioni in sospeso. Dei piccoli semi che il lettore, se ne avrà voglia, potrà coltivare, andando magari a fare delle ricerche per approfondire, e scoprire di più sull’origine e il fondamento di quelle citazioni.

Grazie! Claudio

CALENDARIO PRESENTAZIONI

7 Maggio 2026 – ore 18,00

Music Works, Via Madonnina del Grappa, 19, 20025 Legnano MI

Con la partecipazione di Amanda Colombo

8 Maggio 2026 – ore 18,00

Libreria Birdland, Via Vettabbia, 9, 20122 Milano

Con la partecipazione di Marco Amerighi

16 Maggio 2026 – ore 15,00

Guitar Show – Fiera di Bologna

presso Stand Dantone edizioni, Padiglione 33

17 Maggio 2026 – ore 12,30

Guitar Show – Fiera di Bologna

presso Stand Dantone edizioni, Padiglione 33

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