David Bowie: la biografia che è un viaggio

Non una semplice cronaca, ma una mappatura dell’universo parallelo creato da un artista che ha fatto della mutazione la sua unica costante. A dieci anni dalla sua scomparsa, arriva in Italia per Hoepli “David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo”, l’acclamata biografia firmata dal critico e storico musicale britannico Paul Morley. Il volume, un punto di riferimento internazionale, approda nelle librerie italiane in una versione curata da Ezio Guaitamacchi e tradotta da Leonardo Follieri, arricchita da un prezioso dialogo introduttivo tra due mondi sonori apparentemente lontani: la penna e la voce di Manuel Agnelli e la tromba cosmica di Paolo Fresu. Morley, firma leggendaria del NME, sfugge alla trappola della narrazione lineare per addentrarsi nell’essenza duale e contraddittoria del Duca Bianco. L’opera è costruita come una serie di capitoli binari, specchi opposti che riflettono le infinite sfaccettature di Bowie: l’umano e l’alieno, il fragile e il divo, il tradizionalista e il futurista. È attraverso queste lenti che si può tentare di decifrare il suo lascito, un caleidoscopio di suoni, immagini e identità che ha plasmato la cultura pop moderna.

La presentazione milanese, in programma all’Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare, promette di essere a sua volta un evento polifonico. Oltre ai curatori, saliranno sul palco figure come Ivan Cattaneo, Andrea Mirò e Giancarlo Onorato per un omaggio in musica e parole, mentre un assaggio del lavoro di Morley è già disponibile online nell’intervista esclusiva su JamTv. Il libro non si limita a elencare date e successi; costruisce piuttosto una “playlist” esistenziale, contestualizzando l’artista nel panorama culturale che ha attraversato e che, spesso, ha lui stesso anticipato. Dalle ceneri della Swinging London alla claustrofobia creativa di Berlino, dalla teatralità glam alla fredda eleganza elettronica, ogni trasformazione viene esaminata come un sintomo profetico. Morley raccoglie voci, frammenti di interviste, analisi di performance iconiche, mostrando come Bowie abbia navigato non solo le correnti della musica, ma anche le ansie e le aspirazioni del secolo. Leggere queste pagine significa ripercorrere il confine labile tra personaggio e persona, tra arte e vita, in un viaggio che, come la migliore musica di Bowie, non offre risposte definitive, ma amplifica le domande.

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