Dal 16 al 18 febbraio arriva al cinema un viaggio nella memoria, nel cuore e nell’identità di milioni di italiani: “JUVENTUS. PRIMO AMORE”, il nuovo documentario diretto da Angelo Bozzolini, prodotto da Lux Vide (Gruppo Fremantle) in collaborazione con Rai Documentari e distribuito in esclusiva da Nexo Studios.
Non è solo un film sul calcio. È un atto d’amore. È memoria collettiva. È orgoglio bianconero.
Un decennio che ha cambiato tutto
Presentato in anteprima al Torino Film Festival, il documentario riporta gli spettatori nel decennio 1975-1985, gli anni in cui la Juventus Football Club diventa la squadra dominante in Italia, in Europa e nel mondo, conquistando per la prima volta tutti i trofei nazionali e internazionali disponibili.
Ma quella raccontata da Bozzolini non è solo la storia della “Vecchia Signora”. È la storia di un Paese intero.
Sono gli anni di piombo. Le tensioni sociali. Il terrorismo. La fine del miracolo economico e poi l’edonismo degli anni ’80. È un’Italia che soffre, che cambia, che cade e si rialza. E mentre tutto intorno sembra vacillare, la Juventus diventa un simbolo di eccellenza, disciplina e resilienza.
In panchina arriva Giovanni Trapattoni. In campo scendono leggende come Dino Zoff, Claudio Gentile, Antonio Cabrini, Marco Tardelli, Michel Platini e Zbigniew Boniek.
Una squadra che non era solo forte. Era irripetibile.

Dalla gloria al dolore: l’Heysel e la memoria
Il film attraversa le notti indimenticabili, come la finale di Bilbao del 1977, fino all’8 dicembre 1985, quando a Tokyo la Juventus conquista la Coppa Intercontinentale, diventando il club più titolato al mondo.
Ma non dimentica la ferita.
Il 1985 è anche l’anno della tragedia dell’Heysel. Un dolore che resta inciso nella storia del calcio e nella coscienza collettiva. Il documentario affronta quei momenti con rispetto e profondità, restituendo tutta l’emozione di un’epoca che ha conosciuto insieme gloria e lutto.
E poi il ricordo commosso di campioni che non ci sono più, come Gaetano Scirea e Paolo Rossi, simboli di eleganza, talento e umanità.
Le voci dei protagonisti
Ad arricchire il racconto, interviste esclusive che danno vita a una narrazione corale ed emozionante. Tra i protagonisti: Michel Platini, Dino Zoff, Marco Tardelli, Zbigniew Boniek, insieme ai giornalisti Marino Bartoletti e Aldo Cazzullo, a Evelina Christillin, Linus e molti altri.
Le immagini d’archivio, molte inedite, si intrecciano con volti, silenzi, sguardi. Le interviste in bicamera catturano emozioni autentiche. I repertori televisivi riportano alla luce un calcio romantico, epico, profondamente umano.

La visione di Bozzolini
Bozzolini, già autore di opere dedicate a figure iconiche della cultura italiana, sceglie di raccontare la Juventus come fenomeno storico e sociale.
Sotto la guida della “trimurti” Gianni Agnelli, Giampiero Boniperti e Giovanni Trapattoni, il club non si limita a vincere: cambia il volto del calcio italiano, diventando un modello organizzativo e culturale.
È una storia di sport e di vita. Di talento e disciplina. Di città e identità. Di Torino, capitale industriale e calcistica, sospesa tra modernità e paura.
Un evento speciale al cinema
“JUVENTUS. PRIMO AMORE” sarà al cinema solo lunedì 16, martedì 17 e mercoledì 18 febbraio 2026 come evento speciale.
Già sold out la proiezione del 16 febbraio al The Space Cinema Moderno di Roma, alla presenza del regista e del cast, con la partecipazione di Massimo Zampini.
L’elenco delle sale e i biglietti in prevendita sono disponibili su nexostudios.it e presso i botteghini dei cinema aderenti.
Online anche il trailer ufficiale.
Primo amore non si scorda mai
Per chi è cresciuto con quelle partite.
Per chi ha pianto davanti alla televisione.
Per chi ha imparato che vincere è importante, ma farlo con stile lo è ancora di più.
“JUVENTUS. PRIMO AMORE” non è solo un documentario: è un ritorno a casa. È la dimostrazione che il calcio, quando incontra la Storia, diventa racconto epico.
E che il primo amore, quello vero, non passa mai.


