C’è un momento, ogni giorno, in cui la Riviera Adriatica cambia pelle: quando il sole scende sull’acqua e la musica da ballo lascia spazio a un ascolto diverso, più intimo, più sensoriale. È da questo momento sospeso che nasce “Riviera Lovers”, il nuovo album di D.J. Thor, un lavoro che segna un passo importante nella sua produzione: non una compilation, non un singolo, ma un disco vero e proprio, pensato come un viaggio.
Alla domanda sul significato del titolo e sull’idea che lo ha generato, D.J. Thor ha spiegato che “Riviera Lovers” per tutti gli amanti è la riviera adriatica, naturalmente, che è un po’ il luogo d’Italia che io amo di più da tantissimo tempo, una visione diversa, cioè si è abituati a pensare alla riviera sempre con la notte, le disco. Però in realtà, di questo sono stato sicuramente uno dei pionieri, dei fautori, c’è anche la parte dell’ascolto, del sunset, cioè quell’ispirazione che per esempio abbiamo vissuto, chi ha avuto la fortuna di andarci, tutti noi, insomma, a Ibiza, al caffè del mare, eccetera, quindi quella celebrazione del sunset, del tramonto, un buon cocktail, il paesaggio, il sole, il mare, ecco, questa cosa la porto avanti da tanti, tanti anni, qui in Riviera Adriatica, oltre al dancefloor, e quindi alla fine ho deciso di dedicare un album di brani inediti a questa cosa, alla celebrazione del sunset in Riviera Adriatica, unendo elementi internazionali tipici del sunset, quindi dei suoni provenienti da musica folk di varie parti del mondo, world music, quindi un po’ di brasiliano, bossanova, piuttosto che suoni etnici mediorientali, suoni africani, tutta la musica che converge un po’ anche nel Mediterraneo, l’Oriente, per unire dei suoni anche tipicamente italiani della Riviera Adriatica, quindi dei suoni anche della Romagna”.
Tra i brani che compongono il disco, uno in particolare racconta bene questa fusione di culture: un tango elettronico intitolato “Il Tango della Sabbia”, che unisce la tradizione storica del tango in Riviera Adriatica a sonorità contemporanee, con un’eco dichiarata dello stile dei Gotham Project, arricchito da citazioni cinematografiche tipiche del cinema italiano degli anni sessanta e settanta, riscritte però su basi elettroniche. Accanto a questo, trovano spazio brani più moderni, vicini alle atmosfere dei sunset che si respirano a Ibiza, a Mykonos o in Turchia, e che oggi trovano una loro casa naturale anche a Riccione, in particolare allo Chalet, il locale a cui D.J. Thor è legato da un decennio di residency e a cui ha voluto dedicare un brano specifico.

Interrogato su come questa musica venga accolta dal pubblico, e su cosa distingua l’esperienza del sunset da quella più tradizionale della notte in consolle, D.J. Thor ha raccontato: “Sì, è un viaggio emozionale, li ho già provati, sono da vivere in quel momento lì, tra il giorno e la notte, in quel momento in cui il sole tramonta, c’è il relax, quindi il momento dell’ascolto, perché poi, mentre quando si fa ballare, la gente è trasportata dal rito sciamanico del ritmo, quando invece si fa ascoltare, c’è la massima attenzione, e quindi in quel momento la persona è connessa invece a una magia dell’ascolto, e quindi è una cosa diversa. Allora, mi piace vedere la reazione delle persone che sorridono, che stanno bene, pur non ballando, sono lì felici in un momento in cui c’è il paesaggio, in cui guardano, vivono anche l’ambiente, perché il ballo si vive di notte anche dove non si vede nulla, perché si è trasportati solo dal suono con un senso ritmico liberatorio, mentre invece quando si sonorizza, si crea un sound design, come in questo caso, con della musica che veste l’ambiente, che è anche ambientale, allora a quel punto lì il trasporto musicale è differente, e si gode anche non solo del suono che si sente, ma del cocktail che si sorseggia e di ciò che si vede intorno, del panorama, del sole che tramonta, eccetera, quindi si unisce fortemente anche a una valenza territoriale, a una valenza musicale”.
Resta però da chiarire un punto: “Riviera Lovers” è semplice sottofondo o offre anche una componente ritmica riconoscibile? Su questo D.J. Thor non ha dubbi: non si tratta affatto di un tappeto sonoro, perché ci sono delle parti melodiche importanti, c’è anche il groove, e soprattutto c’è quell’elemento sciamanico legato alle varie culture, sia italiana che delle varie parti del mondo a cui si è ispirato, che fa sì che quando entra comunque il basso, il corpo si muove comunque, anche se il ritmo è lento; non un impulso che spinge necessariamente ad alzarsi e ballare, poiché il ritmo non è così invadente, ma piuttosto una serie di sfumature musicali capaci di trasportare nel paesaggio e di emozionare, fino al punto in cui diventa impossibile non muoversi, perché è proprio questa la forza del groove, la forza del basso e delle percussioni.
Un aspetto centrale del progetto riguarda poi il contesto in cui il disco va vissuto: quale sia, cioè, l’abbinamento ideale capace di valorizzarne le tracce, che si tratti di un cocktail, di un paesaggio o di una presenza condivisa. Su questo D.J. Thor ha risposto con chiarezza: “È un’esperienza, infatti è un’experience, il riferimento è perfetto, è un’experience multisensoriale, in cui sicuramente tu avrai da abbinare un momento di, intanto di condivisione con altre persone, una condivisione col paesaggio, una condivisione con ciò che stai assaporando, quindi anche le papille gustative che si muovono, perché se stai assaporando un buon cocktail con una bella visione onirica, il mare, questo sole che scende, logicamente si crea un connubio fortissimo con la parte musicale, che deve essere costruita ad hoc, perché non può essere una cassa dritta con un basso che ti traina e basta, deve essere una cosa che ti fa amplificare tutte le altre sensazioni che stai provando in quel momento, quindi è perfetto per l’aperitivo”.
Non è ancora dato sapere se “Riviera Lovers” prenderà anche la forma di un cd o di un vinile, ma il progetto ha già superato i confini del semplice disco: nato in seno a Kdope, l’album si è trasformato anche in una rivista, con tanto di intervista dedicata, a testimonianza di come oggi raccontare un album richieda linguaggi e formati differenti, capaci di ampliarne la portata narrativa.
A chiusura dell’incontro, interrogato sulle prospettive future del progetto, D.J. Thor ha lasciato intendere che la storia di “Riviera Lovers” è appena all’inizio: “Assolutamente, perché ci piace pensare che Riviera Lovers è anche un bel marchio, perché quest’idea di chi ama la Riviera, io l’amo da tantissimo tempo, vivo qui a Riccione da tanto tempo e quindi ho sviluppato quest’idea, questo concetto molto propositivo del Riviera Lovers, c’è una persona che ama la Riviera e ripeto, non solo la notte, non solo il dance floor, ma anche tutto il resto, perché è un posto magico dove si può anche vivere esperienze multisensoriali importanti abbinate alla musica e soprattutto, come dicevi tu, il giornale per esempio Traffic Jam, questa edizione speciale, è un esempio perché è bello abbinare anche dei contenuti ulteriori che vanno a raccontare in maniera più ampia un percorso che nasce da un contesto preciso, ma che poi si può allargare a un discorso più ampio, dove il minimo comun denominatore è l’experience, cioè il valore dell’esperienza musicale unita all’assaporare un qualcosa, un cibo, una bevanda o la visione di un luogo e quindi l’esperienza che ti rilassa e che è un grande dono”.
Con “Riviera Lovers”, D.J. Thor firma dunque molto più di un album: costruisce un vero e proprio immaginario, capace di unire la memoria storica della Riviera Adriatica alle suggestioni internazionali del sunset più raffinato, in un progetto che si candida a diventare, prima ancora che un disco, un vero e proprio stile di vita legato al territorio.Corretto — l’articolo ora riporta “D.J. Thor” ovunque, mantenendo tutto il resto invariato.
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