Sanremo: che confusione!

La battaglia sui titoli confusori

di Riccardo Sada

Foto: @facebook.com/TeatroAristonSanremo

“19 canzoni su 30 in gara al prossimo Festival di Sanremo hanno gli stessi titoli di brani già pubblicati in passato da altri autori. Ora sto aspettando che la Siae cessi l’amministrazione di tali brani e obblighi gli autori a modificare questi titoli, come la Siae ha fatto con una trentina di autori italiani”. Queste sono le parole che l’avv. Giorgio Tramacere ha rilasciato ieri al Fatto Quotidiano e che ci ha confermato dopo averlo contattato direttamente.

La questione dei titoli confusori è sorta recentemente quando la Siae, da un giorno all’altro, ha deciso di non amministrare più migliaia di opere gestite da anni, ritenendole illegittime e confusorie, colpendo e sanzionando soltanto una trentina di autori, spiega l’avv. Tramacere. Questi autori si sono visti sospendere le ripartizioni dei loro diritti e sono stati costretti ad impugnare avanti il Tribunale le sanzioni comminate da Siae.

Per comprendere meglio il fenomeno dei titoli confusori, bisogna tenere presente che in tutti i paesi del mondo, le società che raccolgono i diritti permettono il deposito di opere con lo stesso titolo, salvo che vi sia omonimia anche di un solo autore o compositore delle opere preesistenti. La Siae, nonostante tale regola fosse prevista anche in Italia, da un giorno all’altro ha deciso di cessare l’amministrazione di alcuni brani che amministrava da anni, senza che vi fosse una coincidenza di almeno un compositore o autore delle opere, continuando nel contempo ad amministrare centinaia di migliaia di altri brani di altri autori, con il medesimo titolo di brani precedenti.

La circostanza anomala è che la Siae abbia modificato per ben quattro volte il regolamento generale introducendo nell’ottobre 2025 la nuova versione dell’art. 34 che oggi prevede: “la Società si riserva di verificare che i bollettini di dichiarazione delle opere non abbiano titoli che possano generare ogni tipo di confusione, anche potenziale, con opere accettate in tutela, ivi compresi i bollettini di dichiarazioni di nuove opere con titolo identico a quello di opere già tutelate, qualora il cognome e/o lo pseudonimo di almeno uno dei compositori delle opere preesistenti sia identico a quello anche di uno solo dei compositori delle opere successive”. Secondo l’avv. Tramacere “tale modifica ha introdotto una discrezionalità eccessivamente ampia e tale da creare un’ingiustificata e illegittima discriminazione tra gli autori che rimangono amministrati – come rimarranno sicuramente amministrati i 19 brani confusori in gara al Festival – e gli altri che sono stati esclusi dall’amministrazione e sanzionati”.