SKEYE, “Polaroid”: l’amore che dura un attimo ma resta per sempre

C’è qualcosa di profondamente autentico nelle emozioni che non si programmano. Arrivano all’improvviso, come una fotografia scattata senza pensarci. Ed è proprio da questa urgenza emotiva che nasce “Polaroid”, il nuovo singolo di SKEYE, disponibile da oggi in radio e su tutte le piattaforme digitali.

Dietro il nome SKEYE si nasconde Maria Sara Costanzo, classe 2000, una giovane artista che ha scelto di inseguire la musica lasciando la sua terra d’origine, Castelforte, per approdare a Milano. Un viaggio che non è solo geografico, ma soprattutto interiore: fatto di studio, ricerca e bisogno di raccontarsi. Il suo percorso al CPM Music Institute, fondato da Franco Mussida, e le esperienze sui palchi di importanti contest nazionali hanno contribuito a modellare una voce riconoscibile, libera, mai incasellata.

“Polaroid”, prodotto da Marco Zangirolami e scritto insieme a Danila Satragno, è molto più di una semplice canzone estiva. È un frammento di vita. Racconta un amore leggero, nato quasi per caso, destinato a consumarsi in fretta ma a lasciare un segno indelebile. Come una fotografia istantanea, capace di fermare il tempo mentre tutto scorre.

“Testa o croce, chi perde stavolta s’innamora. Tienimi in testa o sarò la tua croce.”

In queste parole si concentra tutta la forza del brano: il rischio di lasciarsi andare, la paura di restare, il coraggio di sentire fino in fondo.

Le sonorità accompagnano questo viaggio emotivo con leggerezza e freschezza, anticipando l’estate non solo nei suoni, ma nelle sensazioni. C’è quell’atmosfera sospesa in cui tutto sembra possibile, anche solo per una notte. Un tempo breve, ma sufficiente a cambiare qualcosa dentro.

SKEYE scrive di getto, senza filtri, e proprio in questa spontaneità si nasconde la sua forza. Le sue influenze da Bon Iver a Harry Styles fino ai Queen emergono non come imitazione, ma come libertà espressiva. Il suo è un pop elettronico che sa farsi intimo, contaminato da sfumature indie-folk, capace di parlare a chi vive le emozioni senza difese.

E forse è proprio qui che “Polaroid” trova il suo senso più profondo: nella dedica che l’artista fa a “tutti i sentimentali senza scampo”. Perché in un mondo che corre veloce, fermarsi a sentire davvero è già un atto rivoluzionario.

SKEYE non scatta semplici fotografie: cattura emozioni. E le rende eterne.

5 domande per SKEYE

1. “Polaroid” nasce da un’esperienza reale: quanto è stato difficile trasformare un ricordo così personale in musica condivisa?

Sarebbe stato più difficile raccontarlo senza musica! Esprimermi attraverso le mie canzoni è talmente naturale e spontaneo che non c’è stata nessuna difficoltà.

2. La frase “Tienimi in testa o sarò la tua croce” è molto forte: rappresenta più una paura o una consapevolezza?

In realtà è una sfida. Una sfida che poi si ribalta, e anche male: nella seconda strofa sono io a dover tenere testa all’altra persona, altrimenti rischio una specie di condanna, quella dell’amore non corrisposto.

3. Il tuo progetto unisce pop elettronico e sfumature più intime: come nasce questo equilibrio tra leggerezza e profondità?

Il pop elettronico è energico, quindi per pezzi più uptempo sta da Dio, l’indie-folk è riservato ai pezzi dove viene fuori tutta la mia emotività.

4. Milano è diventata la tua casa artistica: quanto ha influenzato la tua crescita musicale e personale?

Molto, la città ti cambia, almeno ha cambiato me in positivo e sento che non sono più quella bambina che canta solo nella sua cameretta!

5. Ti definisci “sentimentale senza scampo”: oggi è più una fragilità o una forza nel tuo modo di vivere e scrivere musica?

Sotto certi aspetti una forza, riconoscere i propri limiti è già un gran punto di partenza, e poi penso che dalla sofferenza nasca sempre ottima musica!