Foto di Davide Dusnasco
La Cittadella degli Archivi del Comune di Milano, via Gregorovius, un luogo che normalmente custodisce la memoria burocratica di una metropoli. Nessuno si aspetterebbe di trovarci dentro trent’anni di aperitivo reinventato, podcast in diretta e trenta bartender pronti a ridisegnare il senso del cocktail contemporaneo. Eppure è esattamente quello che è successo dal 15 maggio, quando Campari ha scelto questo spazio fuori dai circuiti consueti per lanciare “The Red View – Beyond The Surface”, tre giorni di immersione totale tra memoria urbana, arte e miscelazione d’avanguardia. L’evento ha portato alla Cittadella Alessandro Cattelan e Matilde Gioli per una puntata live del videopodcast “Supernova”, capace di collegare cinema, vita di città e storie personali in un format che rispecchia perfettamente lo spirito del progetto, guardare oltre ciò che è visibile.
Il cuore culturale dell’esperienza è stata la mostra “Milano. Campari. Geografia e memoria dell’aperitivo”, curata dalla Galleria Campari, un percorso tra manifesti storici, insegne e archivi visivi che racconta come il rosso Campari sia da oltre un secolo parte del tessuto identitario della città. Sul fronte della miscelazione, trenta bartender selezionati da Roma, Napoli, Firenze, Torino, Palermo, Catania, Bolzano e da tutta Milano si sono alternati in due turni serali, dalle 19:00 alle 22:00 e dalle 22:00 all’1:00, portando ognuno il proprio signature drink e una visione personale del Campari che va ben oltre il Negroni classico. Nomi come Jurii del Nott, Roberto Ferretti del Deus Cafe, Paola Terranova della Drogheria di Torino e Ludovico Mussa del Ceresio 7 hanno trasformato il cortile della Cittadella in un laboratorio vivo di linguaggi contemporanei. Campari ha dimostrato ancora una volta di saper usare Milano come palcoscenico, non il Milano delle fashion week o dei grattacieli, ma quello che sa reinventare se stesso negli spazi dove meno te lo aspetti.


